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Ricerca Minori Stranieri e Carcere Collaborazione con Save the Children
Novembre 2007: UN TUTORE PER OGNI MINORE STRANIERO IN ITALIA
SENZA GENITORI Sono stati avviati e
sviluppati contatti con la Magistratura minorile (Presidenti dei Tribunali per i
Minorenni e Giudici Tutelari presso gli stessi Tribunali) e con gli Assessorati
comunali preposti al settore: le città coinvolte in questa fase sono state
quelle di Torino, Milano, Bologna, Firenze e Roma. Attraverso tali contatti
si è mirato a precisare in quali termini può essere sviluppato il progetto di
formazione di volontari, motivati e adeguatamente preparati, disposti a mettersi
a disposizione delle Istituzioni (Tribunali — Giudici Tutelari — Assessori) per
svolgere una azione di assistenza, di sostegno e di accompagnamento fino alla
maggiore età dei minori stranieri in carcere o a rischio di devianza. Il confronto con i diversi
Organi istituzionali interessati ha evidenziato, in primo luogo, varietà anche
notevoli di situazioni tra le realtà delle sedi considerate, sia per la
maggiore o minore presenza di minori, sia per le differenti etnie presenti sul
territorio preso in esame. E' altresì emerso che la
maggior parte delle Amministrazioni pubbliche, nell'ambito delle proprie
irrinunciabili competenze istituzionali e allo scopo di meglio coordinare le
diverse forme di collaborazione offerta dalle organizzazioni di volontariato,
assumono in proprio il compito della rappresentanza legale dei minori, facendosi
carico direttamente della tutela giuridica dei singoli soggetti. Da tali premesse è
derivata l'importanza ancora maggiore del compito che si è assunto la Fondazione
Federico Ozanam - Vincenzo De Paoli di promuovere, coordinare e sviluppare - in
collaborazione con le Associazioni di volontariato che hanno aderito al progetto
- l'attività di formazione di promotori di volontari tutori, disponibili ad
offrire assistenza e sostegno ai minori in questione. In particolare il progetto
della Fondazione si è sviluppato nella ricerca di promotori territoriali con il
compito di individuare nelle diverse aree di loro pertinenza, volontari
disponibili, accompagnandoli nel loro impegno di formazione specialistica per
affrontare in maniera adeguata i particolari problemi connessi con tale
complessa realtà di disagio minorile. E ciò, si ribadisce, in un
quadro di collaborazione con i Magistrati minorili e le Autorità locali. Le Associazioni di
volontariato che hanno collaborato al progetto coordinato dalla Fondazione sono:
la Società di San Vincenzo De Paoli, i Gruppi di Volontariato Vincenziano, il
MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale), la Caritas Italiana (in alcune
città). In tale ottica la
Fondazione ha promosso e organizzato due corsi residenziali di formazione a
livello nazionale, che si sono svolti: - il primo a Firenze il 13
e 14 Ottobre 2006; - il secondo a Bologna il
4 Maggio 2007, cui hanno partecipato
rappresentanti delle suddette Associazioni. Il risultato di tali
incontri è stato certamente positivo anche per il qualificato apporto dei
Relatori che hanno sviluppato i temi proposti, esaminati e approfonditi nel
corso dei Seminari: - Dott. Lucio Strumendo,
Pubblico Tutore della Regione Veneto; - Dott. Luigi Fadiga, già
Magistrato minorile; - Prof. Valerio Belotti,
sociologo, docente presso l'Università di Padova; - Dott. Roberto Maurizio,
educatore, esperto nel lavoro per progetti con adolescenti e giovani. In particolare gli
interventi del Prof. Belotti e del Dott. Maurizio hanno permesso di stabilire un
rapporto di continuità tra il progetto e la precedente ricerca sul complesso
problema della criminalità minorile straniera e sul suo trattamento. Tale
ricerca è stata promossa negli anni scorsi dalla Fondazione e il Prof. Belotti
e il Dott. Maurizio ne sono stati coautori insieme al compianto Prof. Alfredo
Carlo Moro, già membro del Comitato scientifico della Fondazione stessa. Al riguardo si segnala,
infine, che il 28 Aprile 2006 si è svolto a Roma presso l'Istituto della
Enciclopedia Italiana un Convegno organizzato dalla Fondazione, nel corso del
quale sono stati presentati i risultati della Ricerca e sono stati sottoposti
alle valutazioni degli esperti e degli operatori del settore e - più in generale
- all'attenzione della pubblica opinione, i significativi dati sulla drammatica
rilevanza di un fenomeno per molta parte volutamente e colpevolmente ignorato. In conclusione, quindi, si
può affermare che al momento il progetto è stato compiutamente sviluppato in
ordine alla individuazione, descrizione e presentazione – attraverso una ricerca
specialistica, unica nel suo genere in Italia – dei bisogni di una fascia di
minori particolarmente sofferente, bisogni troppo spesso ignorati o trascurati
dalle Istituzioni e da organizzazioni a vario titolo tenute ad occuparsene. A fronte poi delle
difficoltà sopra descritte, la Fondazione proseguirà l’azione di denuncia
sociale e di proposta culturale ed educativa in ordine al fenomeno considerato,
in particolar modo attraverso concrete iniziative locali della Fondazione
miranti a:
-
attuare insieme alle
Associazioni di volontariato incontri di divulgazione e discussione aperta alle
comunità locali sulle questioni connesse alla devianza dei minori stranieri e
alla tutela di quelli che entrano nel circuito penitenziario;
-
stimolare l’azione di
sensibilizzazione e formazione di volontari disponibili ad operare concretamente
a fianco dei tutori istituzionali;
-
sostenere l’azione di
quanti già operano con varie modalità in questo ambito e impegnarsi per far
crescere nella società civile la sensibilità collettiva su questi temi. Il volume "Manuale Tutori Volontari" è un’opera
della Fondazione Federico Ozanam - Vincenzo De Paoli di Roma, nell’ambito del
Progetto nazionale di formazione per tutori volontari con minori stranieri
coinvolti nella giustizia minorile; si caratterizza come un Manuale ad uso dei
tutori volontari e contiene contributi di ricerca, di studio e di esperienze
oltre alla parte dedicata in senso specifico alla presentazione delle normative
e della loro applicazione circa la funzione del tutore volontario così come
prevista dal Codice Civile vigente.
Il Progetto è realizzato con il sostegno di:
2005:
MINORI STRANIERI E CARCERE. UN TUTORE PER OGNI MINORE STRANIERO IN ITALIA SENZA GENITORI
La Fondazione Federico Ozanam – Vincenzo De Paoli ha in corso di completamento un'ulteriore fase del progetto sui minori stranieri in carcere. Dalla ricerca svolta è emerso che - mentre il nostro ordinamento giuridico opportunamente impone l’apertura di una tutela alla persona di età minore tutte le volte in cui i genitori della stessa siano morti o non in grado di esercitare la potestà – assai raramente viene nominato, come pure dovrebbe essere per legge e come apparirebbe assai opportuno, un tutore al minore straniero. Se si nomina un tutore esso viene individuato nel Sindaco del paese in cui il ragazzo si trova, il che porta ad una funzione di tutela meramente formale e non, come sarebbe necessario, personalizzata perché il Sindaco diviene tutore di un numero rilevante di minori e da luogo ad una tutela comunque ambigua perché il Sindaco è al tempo stesso l’erogatore dell’assistenza (che potrebbe essere carente) e il controllore della sua congruità. Sarebbe pertanto indispensabile che ogni ragazzo straniero senza genitori avesse un tutore che non solo lo rappresenti legalmente in alcuni momenti ma ne segua con continuità le difficoltà di inserimento, lo sostenga nel suo itinerario, ne garantisca i diritti nei confronti di tutti. In particolare una simile figura di tutore personalizzato sarebbe essenziale per: - assicurare che le valutazioni e gli interessi del minore siano adeguatamente tenuti presenti in tutti i procedimenti, giudiziari o amministrativi, che lo riguardano; - valutare l’opportunità di promuovere azioni in sua difesa o impugnare decisioni che possono essere per lui pregiudizievoli; - vigilare perché il minore riceva cure, sistemazione alloggiativa, istruzione, sostegno linguistico e assistenza sanitaria adeguate; - svolgere una funzione di consulenza e consiglio al minore, - contribuire alla costruzione di un progetto a lungo termine che corrisponda al migliore interesse del minore, - verificare insieme al minore la possibilità di ricercare i familiari e ricongiungersi ad essi. E’ ovvio che oggi non viene effettuata la nomina di un tutore personalizzato al minore straniero perché mancano del tutto persone disposte ad accollarsi una simile funzione. Di conseguenza il giudice tutelare o omette di provvedere o nomina la figura istituzionale del Sindaco. Il progetto ha la funzione di stimolare vocazioni, nel volontariato, allo svolgimento della funzione di tutore di ragazzi stranieri; di provvedere affinché coloro che si dichiareranno disponibili a questo fondamentale servizio civile siano adeguatamente formati ad un compito spesso complesso; di individuare una persona che, regionalmente, si preoccupi di organizzare un ufficio per i tutori dei minori stranieri tenendo in modo organico relazioni con i giudici tutelari della zona, formando ed aggiornando continuativamente i tutori; stimolando momenti di riflessione comune tra essi, sostenendo la loro azione. Esso si articola in momenti diversi ed a livelli diversi: 1) Innanzitutto si sta provvedendo ad organizzare un corso residenziale a livello nazionale al fine di preparare un gruppo di volontari a divenire i responsabili di un servizio da istituire su base regionale per la tutela dei minori stranieri privi di famiglia. Il corso, multidisciplinare, dovrà aiutare i frequentanti al corso a comprendere gli aspetti giuridici nonché gli aspetti pedagogici, psicologici e antropologici del problema. Sarà anche predisposto il materiale didattico necessario per questi corsi di tutori elaborando e pubblicando un manuale per l’intervento. Il progetto si avvia con una fase che coinvolgerà solo sei città: Torino, Milano, Bologna, Venezia (carcere per i minorenni di Treviso), Firenze, Roma. Sono le città dove è più alta la percentuale di minori stranieri detenuti rispetto al totale dei detenuti. 2) Il corso sarà organizzato e seguito da un comitato scientifico che valuterà l’esito del corso e le reali attitudini dei partecipanti a svolgere la funzione prevista; che manterrà i contatti con i responsabili regionali per sostenerli nell’azione; che effettuerà periodicamente incontri di aggiornamento per i responsabili risolvendo insieme a loro i problemi insorti; 3) I partecipanti al corso nazionale dovranno quindi in sede regionale preoccuparsi di suscitare vocazioni alla funzione di tutore. Nell’ambito delle strutture locali (Conferenze) della Società di San Vincenzo De Paoli la Fondazione Federico Ozanam – Vincenzo De Paoli ha uno stretto collegamento a livello istituzionale, essendo i responsabili territoriali membri del Consiglio di Amministrazione della stessa Fondazione. La Società di San Vincenzo De Paoli attraverso il Settore Carcere e Devianza già annovera e coordina un consistente numero di assistenti volontari penitenziari che svolgono servizio di sostegno morale e materiale in molte carceri italiane, collaborando con operatori ed enti istituzionali. Assicura pertanto tutta la propria collaborazione nella fase di realizzazione del progetto attraverso l’utilizzazione della propria rete associativa nazionale, ai fini di pervenire al tutoraggio legale nel senso più ampio e responsabile. Anche i Gruppi di Volontariato Vincenziano – la Caritas Italiana – il MEIC (Movimento ecclesiale di impegno culturale) – l'Associazione Save The Children, collaboreranno ad individuare, formare e sostenere un gruppo di volontari che si rendano disponibili per svolgere questa funzione di tutoraggio in raccordo con l’Autorità Giudiziaria, nelle singole città interessate. I partecipanti al corso si occuperanno altresì, anche nel più ampio ambito del Volontariato, di organizzare corsi di preparazione a tale funzione dei volontari locali; di prendere contatti con i giudici tutelari e i tribunali per minorenni per rappresentare questa nuova disponibilità del volontariato; di sostenere – anche attraverso gruppi di famiglie sensibilizzate al tema dell’accoglienza del minore straniero solo – coloro che svolgeranno il ruolo di tutori; di avere contatti con i gruppi etnici dei minori per avere segnalazioni di casi di minori in difficoltà e per facilitare comunque l’ambientamento; di reperire mediatori culturali che possano facilitare il lavoro dei tutori; di stimolare le autorità locali alla costituzioni di “luoghi etnici” e di “luoghi meticci” in cui i ragazzi possano trovare accoglienza. 4) L’esperienza dell’accoglienza del ragazzo straniero svolgendo la funzione di tutore può aprire la strada ad interventi più significativi come quello – difficile ma essenziale – di affidamento familiare di ragazzi stranieri soli. Il progetto pertanto non esclude uno sviluppo anche in questa direzione.
2003/2004:
DISAGIO E DEVIANZA: MINORI STRANIERI E CARCERE. REINSERIMENTO CIVILE E FAMILIARE
La ricerca è stata ultimata: la sintesi nel pdf .\Minori stranieri e carcere.pdf
Il Progetto ha avuto un importante inizio attraverso un Seminario di studio e di approfondimento tenuto nel settembre 2001. Vi hanno partecipato una ventina di esperti tra magistrati di tribunali per i minorenni, cappellani degli Istituti di pena per minori, responsabili di associazioni e di volontariato impegnati in questo campo e studiosi dello stesso problema. I risultati del Seminario sono stati pubblicati e sono disponibili a richiesta[1]. I motivi della scelta del tema sono evidenti. Mentre i problemi generali della devianza e del carcere sono all’attenzione di molti ed in particolare del volontariato carcerario, il campo minorile lo è molto di meno. Eppure quest’ultimo presenta aspetti di gravità notevole anche per le esigenze di recupero di minori che da situazioni di degrado, di abbandono e di detenzione vanno prontamente ed efficacemente restituiti alle famiglie ed alla società. Da queste premesse è nata l’impostazione della ricerca che è stata diretta dal Prof. Carlo Alfredo Moro, già Presidente del Tribunale per i Minori di Roma e membro del comitato scientifico della Fondazione. Si calcola che circa 230.000 minori stranieri siano presenti oggi in Italia, giunti sia al seguito di famiglie sia non accompagnati (circa 13000 – oltre il 5%). Per questi il rischio di devianza è notevole sia per difficoltà di integrazione ed economiche che per varie strumentalizzazioni da parte di attività criminali. I dati disponibili indicano che vi è una forte incidenza di minori stranieri nella criminalità minorile. Le percentuali per gli stranieri sono altissime ed in costante aumento. La risposta alla criminalità minorile straniera, al contrario di quanto avviene per la criminalità italiana, è quasi esclusivamente carceraria e sostanzialmente più repressiva che risocializzante. I dati generali, che sono stati approfonditi e precisati attraverso la ricerca, indicano per l’anno 2000 circa 40000 denuncie di minori in Italia, di cui il 25% stranieri (circa 10000); gli ingressi in CPA 4000, dei quali 2300, il 56%, stranieri e negli Istituti penitenziari 1800, di cui 1100, il 60%, stranieri. Al fine di sviluppare un adeguato sistema di sostegno ai minori stranieri in pericolo di devianza criminale, appare opportuno prevedere un intervento articolato su tre momenti diversi: a) fase preventiva, nella quale realizzare strumenti di accoglienza che sottraggano i minori al controllo e allo sfruttamento da parte delle organizzazioni criminali; b) fase successiva alla denuncia penale, nella quale: trovare persone (operatori sociali – volontari) disposte a svolgere la funzione di tutore, a prendersi carico del minore straniero per consentirgli la messa alla prova e a seguirlo nel corso del processo materialmente, psicologicamente e giuridicamente; valutare infine l’eventualità di un rientro assistito nella comunità di origine; c) fase di espiazione della pena e del rientro nella società, nella quale preparare il minore al ritorno in libertà (anche condizionata) mediante un adeguato supporto che gli assicuri il sostegno necessario per il suo recupero e il suo reinserimento sociale. Lo sviluppo in concreto del progetto è stato realizzato nelle seguenti successive fasi: a) rilevazione, attraverso l’opera di ricercatori qualificati, dei dati disponibili presso le sedi istituzionali e operative competenti; b) analisi ed elaborazione dei dati raccolti, con la supervisione di studiosi ed operatori particolarmente qualificati sotto l’aspetto professionale; c) pubblicazione della ricerca che questa Fondazione mette a disposizione delle strutture pubbliche preposte e delle associazioni di volontariato: Valerio Belotti, Roberto Maurizio, Alfredo Carlo Moro Minori stranieri in Carcere, Ed. Guerini e Associati -TrasFormAzioni, soggetti ed esperienze del mutamento sociale. Milano 2006.
La ricerca è stata realizzata grazie al sostegno di
[1] DISAGIO E DEVIANZA: MINORI STRANIERI E CARCERE. - Roma 2002.
La Fondazione ha collaborato alla stesura del 3° e 4° rapporto su I diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia, indagine promossa dall'associazione Save The Children: Presentazione Gruppo di Lavoro 2007 per la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza
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