Presso le Edizioni STUDIUM di Roma è
uscito il volume che presentiamo. E’ stato curato dalla Prof.ssa Cecilia
Dau Novelli, docente di Storia contemporanea presso l’Università
di Cagliari e contiene la Storia della Società femminile di San Vincenzo de’
Paoli lungo il suo intero corso (1856-1968).
Il volume è presentato dal Prof.
Francesco Paolo Casavola, Presidente della Fondazione ed è opera di tre
autori, la stessa Prof.ssa Dau, che ne sviluppa un’ampia
Introduzione, dal provocante titolo: Laiche ed impegnate: le vincenziane;
il Dott. Luca Tedesco, che tratta la
parte propriamente storica nel suo ampio ed articolato sviluppo e il Dott.
Matteo Rossini, che presenta attraverso un approfondito studio
critico l’Archivio della Società femminile di San Vincenzo de’ Paoli, con
particolare riguardo alla sede di Bologna, dove la Società nacque e dove rimase
costantemente il suo Consiglio Generale. Alcune interessanti Appendici
completano il volume.
La Società femminile, per iniziativa di
un gruppo di signore dell’ambiente borghese, prese motivo dalla incapacità della
Società maschile di occuparsi delle povertà negli ambienti femminili della
città, quali donne sole e famiglie prive di elementi maschili. Ebbe a modello la
Società maschile di Parigi, ma si sviluppò immediatamente in forme autonome e
peculiari ed assunse rapidamente dimensioni mondiali. Continuò la sua storia
coerente ed impegnata fino alla fusione con la Società maschile in epoca
recente, determinata dalle spinte innovative che venivano non solo dal mondo
giovanile, ma anche da quello ecclesiale.
La Prof.ssa Dau inserisce le vicende
delle "vincenziane" nel più ampio contesto della "storia delle donne", non solo
come "storia del movimento femminile in genere", ma di quello "cattolico in
particolare", anche nei rapporti con la Chiesa e con il magistero ecclesiastico.
La Storia della Società femminile di San Vincenzo è definita esemplare, da un
lato per la sua fedeltà alla chiesa e dall’altro per la sua spiritualità ed
autonomia organizzativa e programmatica.
Chiave di lettura di tutto il volume
rimane l’affermazione che dietro il successo dell’Associazione "c’è
l’intuizione, tutta femminile, che l’assistenza deve essere svolta a domicilio,
senza smembrare il tessuto familiare in difficoltà, ma anzi, al contrario,
cercando di preservarlo il più possibile".
Ma vi è anche in questa storia la
"testimonianza di una vivacità e di un protagonismo femminile cattolico
italiano, che forse ci deve far riflettere su di un presunto ritardo delle donne
nel nostro Paese, che troppo spesso viene dato per scontato".
La parte storica è sviluppata con
costante riferimento alle situazioni, sociali e politiche del lungo periodo
preso in esame, dalle condizioni della carità e dell’assistenza nell’Italia di
fine ottocento alle vicende della prima guerra mondiale e fino al secondo
dopoguerra, sempre con grande attenzione ai rapporti tra carità e apostolato e
tra carità privata e assistenza pubblica.
I criteri che fanno da filo conduttore,
appena accennati e la possibilità di costanti riferimenti alla parte
archivistica, rendono questo volume veramente originale e degno della massima
attenzione, oggi – quando si è incominciato finalmente a prendere in maggiore
considerazione e con la doverosa competenza storica, l’ormai lungo cammino delle
Associazioni vincenziane.