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VINCENZO DE PAOLI
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RAPPORTO

Il giorno 6 Aprile 1852, alle ore 3 e mezzo pomeridiane, nell' Oratorio del P. Caravita, le Conferenze componenti in Roma la Società di S. Vincenzo de Paoli si riunirono in As­semblea Generale.

La medesima fu preseduta dall'Emo e Rmo sig. Cardi­nal Patrizi Vicario di Sua Santità: assistita dall'Emo e Rmo sig. Card. Fornari Protettore Universale della Società: ono­rata da Sua Emza Rma il sig. Card. Spinola Pro-Datario, da Sua Signoria :filma e Rma Monsig. Buissas Vescovo di Limoges, dal Molto Reverendo P. Roothaan generale della Compagnia di Gesù, e da molti altri ragguardevoli perso­naggi e Dame sì Estere come Romane.

Il R. P. de Villefort della Compagnia di Gesù, Direttore ,della Società aprì l'Assemblea colle preci d'uso.

Quindi il Commendator Chiari Segretario del Consiglio di Direzione fece rapporto dello stato della Società dirigendo :dl' Illustre adunanza le seguenti parole.

EMINENTISSIMO PRINCIPE

SIGNORI RISPETTABILISSIMI

1', questa la settima delle generali Assemblee, in cui la Società W S. Vincenzo de Paoli stabilita in Roma fin dal 1842,

si riunisce a darvi ragguaglio dell' operato suo durante l'anno decorso 1851.

Vi degnaste già di apprendere dall'ultima Assemblea qui pur arco tenuta, come negli andati tempi lacrimevoli e tri­sti, saldo si mantenne questo Santo Istituto nell' esercizio pra­tico della carità, perché saldo teneasi sculto nel cuore degli operai suoi il precetto : Che nell' amare Dio ed il prossimo tutta consiste la Legge di Gesù Cristo: amore che dee di­mostrarsi coi fatti anziché colle parole. Apprendeste ancora, come ne'giorni di ritornata calma gli operai stessi accesi da vero spirito di cristiana carità si dessero con un zelante apo­stolato in traccia di più efficaci mezzi da esercitarla; come Dio benedicesse le pratiche loro, le loro parole, che poche di esse bastavano a raccogliere il desiato frutto; come final­mente nel 1850 a confronto di tutti gli anni antecedenti, que­sta nostra Società si arricchisse di rispettabili soggetti, di cospicue rendite e di sante operazioni, sebbene si rimanesse sempre composta di due sole Conferenze, l'una cioè di Esteri, 1' altra d'Italiani.

Era serbato però al 1851 , che questa così pia Istituzione nata sul suolo Francese e riprodotta in quello di Roma cre­scesse in arbore - gigantesca vicino alla pietra su cui fu fon­data la Chiesa, in terra bagnata del sangue de' Principi tra gli Apostoli, adombrata e protetta dalla Cattedra di S. Pie­tro, coperta dal cenere d' innumerevoli Martiri, santificata dal­le reliquie più preziose dei Santi di tutta la terra, sovrabbon­dante già di mille benefiche istituzioni a sostentamento, cura ed asilo dei poverelli d'ogni età, sesso e condizione, e che poco prima momentaneamente contaminata per astuzia diabo­lica, veniva non ha guari rivendicata alla santità del cul­to, alla pietà del popolo, al desiderio del mondo dai valorosifigli della generosa Nazione, che tra le tante sue glorie s'eb­be quella di essere feconda del genio che sulle tracce del Na­zareno risplendè singolarmente benefico all' umanità, il gran Vincenzo de Paoli.

A Dio prima sia dunque lode, che fa nascere e dà in­cremento ad ogni bene. Poscia al Sommo Regnante Ponte­fice PIO IX, nome che vale a ricordare in lui personificata. la carità, e che a maggior lustro e consolidamento della So­cietà di S. Vincenzo de Paoli, il giorno 23 Luglio 1.851, nominavate Protettore Universale l'Emo Cardinale Fornari. A Voi finalmente suo degno e venerato Vicario, che primo tra i Vescovi dell' Orbe Cattolico aveste il merito di sanzio­narne i regolamenti, tostochè la Pia Società qui fra noi isti­tuivasi ad insinuazione dell' insigne Sacro Oratore P. Saverio de Ravignan, il quale ereditava colla carità diffusiva di S. Vin­cenzo de Paoli lo spirito del Loiola suo Istitutore. Nè alcuno mi faccia rimprovero delle poche parole di lode dovute alla virtù; poiché non partecipando io per la mia posizione alg opere generose de' miei confratelli, io solo potrò accennare, e senza taccia di vanità, quelle operazioni che siano bastanti al .dovutovi discarico, e che seguendo lo spirito del nostro Istituto, possano servire a noi di reciproca edificazione e di emulazione ai buoni.

Il numero de' Soci della Conferenza Italiana al principiare del 1851 era di tanto aumentato, che più non ammetteva ritar­do alla formazione di novelle Conferenze tanto sospirata da questo Consiglio di Direzione, e tanto inculcata dal Presidente Generale della Società di Parigi.

Difficile nonostante erane il primo istallamento per isfa­vorevoli congiunture improvvisamente insorte, le quali aliena­vano molti dall' assumerne la presidenza, e perchè sembrava

non essere agevole in Roma, dove in tante pie opere è gia. distratta la carità, trovare chi ulteriormente ascrivere come Socio attivo, o a chi rivolgersi per sovvenzione di danaro. Due Soci però prescelti dal nostro P. Direttore si accinsero coraggiosamente all'impresa e, superato ogni ostacolo, l'uno apri la Sua Conferenza il dì 7 Maggio , l' ab ro il 27 del mese stesso. E siccome il Consiglio di Direzione nella riunione del giorno 11 Aprile 1851 decretava che le Conferenze prende­rebbero il nome dal locale della loro residenza; così la prima prese il nome di Conferenza del Gesù, e l' altra si chiamò Conferenza di S. Lorenzo in Lucina. Questa in seguito per una più saggia ripartizione Parrocchiale fu Traslocata in S. An­drea delle Fratte, nome che tuttora ritiene.

L' ottimo successo delle due novelle Conbrenze animò il Consiglio alla sollecita formazione di 1111' altra. Il giorno 28 No­vembre il P. Direttore ne nominò il Presidente, e la Confe­renza prese il nome di S. Nicola degli Incoronati. Ciascuna di queste Conferenze si addossò 1' assistenza dei poveri di più. Parrocchie a proporzione delle sue forze, esonerandone così la Conferenza primaria detta degli Italiani, poi S. Carlo al Corso in forza del già citato decreto del Consiglio.

Ecco dunque colla benedizione di Dio elMttuato nel breve spazio di 8 in 9 mesi, ciò che non si era potuto ottenere nel corso di 8 in 9 anni , ed al 31 Dece4bre 1851 questa Società si trovò formata da Cinque Conferenze delle quali sono a darvi discarico, cioè

Conferenza degli Esteri in S. Luigi de' Francesi. Conferenza di S. Carlo al Corso.

Conferenza del Gesù.

Conferenza di S. Lorenzo in Lucina.

Conferenza di S. Nicola degl' Incoronali.

Ma prima di esporvi i particolari delle Conferenze, mi si conceda di rammentarvi, che se nell' Assemblea generale del—li 25 Gennaio 1843 io stesso vi riferiva le somme incassate nel 1842 nella meschina totalità di Sc. 98: 91, oggi sono lieto di presentarvele nella somma di Se. 2634: 88, limosine tutte di pie e caritatevoli persone, e di assicurarvi che mag­giore assai del soccorso fisico si fu quello morale recato alle famiglie degl' indigenti dai nostri Soci, che ebbero per tal mo­do infinite occasioni di mettere in opera la carità evangeli­ca, e sentirne dolce piacere.

Le fonti d'onde s'attinse la indicata somma furono le se­guenti

Questue settimanali                  263 53

Questue straordinarie               407 48

Contribuzioni mensili de' Soci   n         852 51 I

2

Doni de' Benefattori                 895 54 A

Altri diversi Introiti                   215 81

Le spese sostenute ammontano a Scu‑

di 3536 19 A- per titoli come ap‑

presso

Soccorsi in contante                 630 86 A‑

»          in pane e carne » 1132 38

vestiario                       426 47 A Per istruzione religiosa, visita agli Ospe‑

dali militari e Carceri                160 01 A‑

Spese di libri, Amministrazione ed altro a         186 45 A

come il tutto distintamente apparisce dall' analogo prospetto compilato da questo Consiglio di Direzione per rassegnarle all' Eminenza Vostra Rma.

Tenendo io quindi l'ordine con cui le Conferenze l'una dopo l'altra si successero nella loro formazione, incomincio a dirvi, che la Conferenza degli Esteri in S. Luigi de' Fran­cesi nel 1851, stante l'energica attività del zelantissimo suo novello Presidente raddoppiò 1' incasso e le spese dell' anno antecedente; poichè nel 50 la Conferenza presentava un in­troito di Sc. 471 33 ed un Esito di Se. 377 98, mentre nel 51 ha introitato Sc. 838 38 e speso Sc. 829 01.

Questa Conferenza che conta 57 Soci Attivi, e 24 Ono­rari, oltre di avere apprestato continuo soccorso a 72 pove­re famiglie, ed altre poche straordinariamente visitate, si è poi in ispecial modo occupata nella istruzione religiosa dei sol­dati Francesi, provvedendo ad ogni loro occorrente, perciò ricevessero i SS. Sagramenti della Cresima ed Eucaristia, ed immenso ne fu per questa parte il bene apprestato ed il vantaggio ottenuto.

Quella di S. Carlo al Corso aumentò aneli' essa di Scu­di 334 56 le annuali sue rendite a confronto di quelle del-l' anno scorso. Essa si compone di 147 Soci Attivi, 113 Onorari, 33 Benefattori, e soccorre tutti i poveri di quelle Parrocchie che non sono ancora affidate ad altre Conferenze. Nel 51 ha visitato e straordinariamente soccorso 1442 fami­glie, per 40 delle quali ne adottò la permanente assistenza. Ha diffuso a larga mano libri di religione nelle famiglie vi­sitate ed assistite. Ha collocato nella pia casa di mendicità alle Terme una povera giovinetta di 14 anni orfana di en­trambi i genitori. Ha posto in matrimonio altra giovino, som­ministrandole dote ed accessorii, e mettendole quindi in al­tro pio reclusorio la propria sorella. Ha raccolto una som­ma di Se. 1508 95A de' quali spese Se. 1481 80 in varie indigenza, come di pane, carni, vesti ed altro. Ha finalmente

istituito un Segretariato, così detto, de' Poveri, composto di 12 individui ed il cui rispettivo Regolamento venne appro­vato dal Consiglio di Direzione il giorno 26 Novembre. Esso Segretariato si occupa di un patrocinio caritatevole e di con­ciliazione con ogni mezzo, senza perdere giammai di vista il bene spirituale dei poveri clienti che a lui ricorrono. E fino nel suo incominciare enumera molti portentosi risultati, la nar­rativa de' quali mi si vieta dalla ristrettezza della presente relazione, onde solo accennerò: che questo Segretariato dei poveri penetrò fino a piè del Trono, ed ottenuta la liberazio­ne dal carcere di un tale ivi per più anni condannato a cau­sa di rissa, ritornò a nuova esistenza una intera famiglia eros} sima alla totale distruzione; che riparando moralmente e tcm­poralmente a tutti i motivi che n'erano causa, riunì due ma­ritati da molto tempo scandalosamente divisi: e che ricono­sciuto il sincero pentimento di un religioso Terziario da qual­che anno sconsigliatamente emigrato dal proprio Convento senza speranza di potervi rientrare, e per la giusta opposi­zione del superiore locale, e per la mancanza dei necessari mezzi, il Segretariato tutto concordemente conciliò, ed ora riceve le benedizioni del patrocinato che con edificazione dei Confrati tranquillamente vive nella sua Casa religiosa.

La Conferenza del Gesù aperta come dissi il giorno 7 Maggio conta 42 Soci Attivi, 7 Onorari, 3 Benefattori, e

11. si estende nelle Parrocchie di S. Maria in Via lata , S. Mar­co, e S. Maria in Campitelli. Ha visitato e soccorso straor­dinariamente 75 famiglie, adottandone 16 in assistenza fissa. ila incassato la somma di Se. 143 96, erogandone Sc. 110 55 nelle distribuzioni di pane, carni, vestiario e contante, sic­come si pratica dalle altre. Questa Conferenza fin dal primo suo nascere dimostrò una perfetta conoscenza del vero spi‑

rito della nostra Società, e dell'ordine da tenersi nelle setti­manali riunioni, di modo che fu l'ammirazione di chiunque v' intervenne anche a semplice spettatore. Due belli esempi di caritatevole eroismo fregiano di santo onore i Soci che la compongono. Il primo si fu quello di un socio, che visitando una famiglia e conosciutane l'estrema miseria, levossi il suo ricco ed elegante vestito per ricoprirne la nudità del capo di casa. Il secondo fu di altro socio clic invece di dividere co­gli amici i frutti di una sua ben fortunata caccia, credette meglio di venderla, ed il prodotto in Sc. 10 l'offrì alla cassa della Conferenza a beneficio de' suoi poveri.

La Conferenza di S. Lorenzo in Lucina aperta ugual­mente il mese di maggio, a tutto il 1851 ebbe 26 Soci At­tivi, 16 Onorari, e si estese nelle Parrocchie di S. Lorenzo in Lucina, e di S. Andrea delle Fratte. Incassò Se. 109 112, spese Sc. 105 89 per l'assistenza a 14 famiglie, ed altre 6 ne visitò é soccorse straordinariamente. Essa si studiò di ri­trovare un qualche mezzo il più utile allo spirito della socie­tà anche nella elargizione delle limosine, e lo rinvenne nel dispensare lavoro alle famiglie da lei assistite pagandolo al­quanto più del prezzo ordinario. Tra i suoi Soci ha trovato chi dotto nell' arte medica assunse con attività singolare e senza la minima retribuzione la cura dei poveri infermi; chi caritatevolmente affratellato colla famiglia affidatagli, la prov­vide a proprie spese di tutti que' soccorsi che non avrebbe potuto apprestarle la Conferenza per le ancora troppo deboli sue forze, e chi per ultimo con tanto zelo e magistero ado­peratosi nel Foro, rivendicò ad una povera famiglia alcuni beni aviti che la fecero all'istante migliorare di condizione.

L'ultima finalmente di S. Nicola degl' Incoronati al finire del 51 non presenta che 24 giorni di esistenza, 10 Soci t‑

,tivi, Se. 34 47 d'incasso, e Sc. 8 94 di spese per soccorsi a 12 famiglie accettate in assistenza fissa, e 13 straordina­riamente visitate nelle Parrocchie di S. Giovan de' Fiorentini, S. Lucia del Gonfalone e S. Caterina della Rota. Questa Conferenza per migliore imitazione di quelle di Francia, non esige quota mensile dai Soci Attivi, ma solo dai Benefattori, raccogliendo segretamente le limosine nelle settimanali riunio­ni. Nei di festivi prende a sè tutti i ragazzi che rinviene nella pubblica via delle sue Parrocchie, e trattenendoli in le­citi divertimenti, ed allettandoli con dei regaletti, gl'istruisce nella Dottrina Cristiana. In una delle sue settimanali riunio­ni, alla lettura del Bollettino della Società ascoltando quei. Soci, che al luogo di nascita di S. Vincenzo de Paoli si stava erigendo una Chiesa a di lui onore, col progetto ancora di fabbricarvi degli stabilimenti di carità destinati a ricoverarvi alcune opere care al cuore del Santo, la Conferenza votò un' of­ferta spontanea di ciascun Socio da inviarsi a Parigi, onde concorrere, anche debolmente, ad un' opera così bella..

Eccovi reso conto del bene operato nel 51. Ora mi gode l'animo potervi annunziare che il 52 non avrà minori risul­lamenti, siccome già se ne hanno gl'indizi per varie Confe­renze in progetto, e molto più per quella già istituita nelle parti di Trastevere e Borgo, la quale penetratasi dello sco­po, promuove nelle Parrocchie a lei affidate, oltre il resto, anso l'educazione religiosa con l'apertura di una scuola che giungerà tra poco ad avere circa 500 ragazzi. A sì felice impresa ha moltissimo cooperato l'ottimo Cardinal Mattei Pre­fetto dei Sussidi, che conosciutane l'utilità somministrò alla Conferenza quanto erale necessario ad ottenere il fine propo­sto, mostrando così come vantaggiosamente si trovi nelle sue mani una tale amministrazione.

Eppure con tanto accrescimento di rendite; con tante elar­gite sovvenzioni con un avvenire per tal modo scddisfacente; mi duole all' anima manifestarvi, che la mancanza di mezzi obbligò loro malgrado le nostre Conferenze a sospendere l'ac­cettazione di altre famiglie indigenti che implorano il nostro soccorso! Fra queste ve n' ha di assai civili ridotte all' estre­mo; di vedove attorniate di figliolini affamati; di giovani avvenenti tentate dal bisogno; di padri senza occupazione, di famiglie intere ammalate. Il grido di questi infelici assorda le nostre orecchie e strazia i nostri cuori. Non temete (diciam loro) . . . confidate in Pio . . . . appena potremo     Ma questo non basta nè a loro, nè a noi. Oh voi cui Dio fu lar­go di dovizie, a voi io mi rivolgo. Ah! rammentatevi che mentre voi sedete a lauta mensa, tanti vostri fratelli tramor­tiscono per inedia: che mentre voi siete coperti di superbe vestimenta, tante zitelle non possono uscire di casa, ne pre­sentarsi a veruno perché ignude: che mentre voi riposate su morbidi letti, tanti infelici non hanno clic un giaciglio di poco e lurido strame privi d' ogni umano soccorso. Ma se taluno credesse esagerato il qui esposto, venga ad assistere alle set­timanali Conferenze della nostra Società, e saprà quel di più, che la modestia e la decenza m'impongono di tacere.

Terminata appena la lettura del rapporto, il P. Alessan­dro Lavigne della Compagnia di Gesù già pregato a voler tene­' re nel Francese idioma una breve allocuzione, disse parole che riuscirono giocondissime. Sulle prime si rallegrò che una pian­ta nata sul suolo Francese, come è l'opera delle Conferenze di S. Vincenzo de Paoli, prosperasse così rigogliosa ali' om­bra del Vaticano. Poi passò ad esporre con sentite parolel'ampiezza di questa Istituzione, dichiarando come essa miri a sollevar tutte le necessità, a nulla rifiutandosi di quello a cui può aspirare un cuore di Apostolo. Si valse dell'occasio­ne che aveva avuta testè nell' opera fondata in Francia del Patronato dei carcerati per dare una nobile testimonianza di gratitudine ai membri delle Conferenze, che in tanti modi hanno promosso ed aiutato un'opera che fin da' suoi esordii è già ricca di tanti frutti. Dopo di che avendo confortato i Soci a prose­guire sempre più alacremente nelle varie opere di carità da loro abbracciate, si fece a raccomandare alla nobile udienza una copiosa largizione utile di ogni maniera ai bisognosi.

Raccolse dalle divine Scritture, e ci schierò dinanzi le au­torità più elette, clic lodano, inculcano la limosina, o ne de­scrivono i vantaggi. Toccò le ragioni più efficaci a persuader­la, e poi diede un soavissimo assalto al cuore descrivendo le lacrime della vedova, la fame del pupillo, l'infermo che lan­gue, I' artigiano che non trova in che occuparsi, ed altre calamità che soprapprendono spesse volte ogni genere di fa, miglie. Parlava, a dir tutto in una parola, un'animo che ha profondamente meditato, ed un cuore che ha teneramente sen­tito gli affanni dell' indigente, e quindi le sue parole riusci­rono eloquenti, e di quella eloquenza che si apre dritto la via del cuore. Implorò finalmente dagli Eminentissimi Cardi­nali che presedevano ed onoravano l'adunanza una benedi­zione che scendesse non solo sopra tutte le Conferenze Ro­mane, ma che da queste trapassasse a quelle tante che sono stabilite e fioriscono nell' orbe intero.

Il P. Secondo Franco della Compagnia medesima" invitato anch'esso a pronunziare qualche parola in proposito, dopo di aver ascoltato dal rapporto generale le tante belle opere di

carità onde si erano arricchite le Conferenze, e le fervide esortazioni fatte dall' Oratore Francese che avevalo preceduto, a prendere sempre più a cuore opere sì generose, additò la via di renderle più pregevoli , esponendo il modo con cui vogliono essere condotte ad effetto. Avvertì di riguardare sem­pre nei poverelli e bisognosi la persona di Gesù Cristo. Pa­ragonò questo motivo a quelli che suol presentare l'umanità del secolo e la filosofia non illustrata dalla Fede, che sono l'amor del simile e la propria soddisfazione. Dimostrò quan­to questi motivi siano inferiori ai motivi della vera carità cristiana, e poi svolgendo i pregi di questa fece vedere clic solo essa ha fondamento stabile; che può edificare solidamen­te; reggere agli urti del tempo; armar l' animo di costanza nei momenti più difficili; e quel che più vale, eh' essa sola edifica a vita eterna.

Dopo le preci di ringraziamento all'Altissimo, alla Beata Vergine, ed al Santo Protettore ebbe luogo la questua a be­nefizio de' poveri che risultò abbondantissima, e l'Adunanza venne disciolta.

 

hIPICINIATUR - Fr. Doni. Buitaoni Ord. Praed. S. P. A. Mag. IMPRIAIATUR - Fr, Ani, Ligi-Bussi Min. Coni', Areb. Icon. Vicesg.

 

 

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