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4ª Edizione del Premio “Carlo Castelli” per
la solidarietà
La Cerimonia conclusiva si è tenuta il 13
ottobre al Carcere di Reggio Calabria
La Giuria del Premio “Carlo Castelli” per la
solidarietà ha premiato i tre vincitori e segnalato altre dieci opere della quarta edizione del concorso
riservato ai detenuti delle carceri italiane:
- 1° premio a Giovanni Arcuri per “La
lettera”
- 2° premio a
“Brutosone”
per “L’urlo delle ombre”
- 3° premio a Monica R. per “L’essere umano”
Segnalati:
- Francesco Ranieri per “È accaduto”
- “Tony Wild” per “Pentimento e riconciliazione”
-
Rosario Giugliano per “In principio fu la
strada...”
-
Ciro Cavone per “La mia vittima: la mia libertà”
-
Salvatore Saitto per “A un uomo di nome Emilio”
-
Girolamo Rannesi per “C’era una volta”
-
Francesco Antonio Garaffoni per “La nostra
telefonata”
- Nazareno Caporali per “Il grande fiume di dolore”
- “Skizzetto
80” per “19 marzo un giorno indimenticabile”
- Pasquale De Feo per “La pena costruttiva”
Ai primi tre
vanno rispettivamente 1.000 – 800 e 600 euro, con la soddisfazione di
essersi aggiudicati anche il merito di finanziare un progetto di
solidarietà. Infatti, a nome di ciascuno dei tre vincitori saranno
devoluti, nell’ordine: 1.000 euro per finanziare la costruzione di
un’aula scolastica in Madagascar; 1.000 euro alla Comunità “La Collina”
di Serdiana (CA), per un progetto formativo e di reinserimento sociale
di un giovane affidato in espiazione penale; 800 euro per l’adozione a
distanza di una bambina camerunense per cinque anni.
Il Premio
Castelli, che ha ottenuto tre speciali medaglie del Presidente della
Repubblica ed i patrocini di Senato, Camera e Ministero della Giustizia,
richiedeva di sviluppare il tema “Riconciliarsi con le vittime: follia o
guarigione?”. È questo il vero nodo cruciale – quasi impossibile da
sciogliere – per chi cade nel circuito penale, forse ancor più per chi
precipita nel dolore della violenza, nella disperazione di una perdita
irrimediabile.
Ma tant’è -
non serve girarci attorno - la pena, anche la più severa inflitta al
reo, “ripaga” per modo di dire e in fondo lascia tutti prigionieri del
proprio dolore, alimentando solo separazione e cattivi sentimenti. Da
qui le prospettive e i tentativi di una giustizia penale che vada oltre
l’aspetto meramente afflittivo, per lasciar spazio alla riparazione e
alla mediazione. Se ci deve essere infatti un modello educativo, o
rieducativo, per il reo, se si deve giustamente mirare al suo “recupero
e reinserimento sociale”, tali processi non possono compiutamente
realizzarsi senza considerare l’altra metà del problema, rappresentato
dalla vittima del reato, o dalla parte lesa, senza escludere la società
civile nella sua dimensione comunitaria.
I numerosi
elaborati pervenuti denunciano tutta la difficoltà di affrontare questi
passaggi, che richiedono il massimo coinvolgimento a livello di
coscienza individuale. Difficoltà oltretutto aggravate dallo stato
attuale delle carceri, da un sistema penitenziario scivolato
nell’illegalità conclamata, in cui i disagi, la mancanza di strumenti e
di risorse, comportano un’afflittività aggiuntiva che tende a vanificare
la speranza. Tuttavia non mancano spunti di riflessione che sembrano
respingere l’ipotesi della “follia”, a vantaggio della “guarigione”
cercata da chi non si rassegna a soccombere sotto il peso del rimorso e
del dolore.
Le tredici
opere finaliste sono state raccolte in una pubblicazione, distribuita
durante la cerimonia di consegna dei premi, avvenuta il 13 ottobre
all’interno della Casa circondariale “San Pietro” di Reggio Calabria.
Gli elaborati dei tre vincitori con le
motivazioni della giuria sono disponibili in PDF
Il giornale radio di Stampa Italia dedicato all'evento in mp3

4ª Edizione del
Premio “Carlo Castelli” per la solidarietà
Conferenza
Stampa
Si è
svolta il 5 ottobre
2011
Palazzo Valentini
Provincia di Roma Sala della Pace
Premiazione
13 ottobre 2011 presso
la Casa
Circondariale
di Reggio Calabria.
All'evento è seguito un Convegno
Bando Premio Castelli 2011
Comunicato Stampa Premio Castelli 2011
Pieghevole Convegno RC
È in svolgimento
la quarta edizione del Premio "Carlo Castelli" per la solidarietà,
riservato ai detenuti delle carceri italiane, un concorso a tema che
quest’anno lancia una provocazione etica molto forte che riguarda il
complesso nodo della riconciliazione, tra reo e vittima, tra reo e
società:
RICONCILIARSI CON LE VITTIME: FOLLIA O
GUARIGIONE?
Ogni reato ha sempre due facce: su una è impresso il
crimine, sull’altra il danno e la sofferenza. Dietro entrambe ci sono
persone singole o gruppi di persone, se non l’intera comunità. Gli
strappi causati dalla condotta criminosa, anche quando sono
irreparabili, possono e devono lasciare spazio ad una profonda
meditazione, che vada oltre il dolore e gli effetti spesso inutili e
devastanti della pena.
Esperienze in atto di giustizia ripartiva, di
mediazione penale e, in senso più ampio, di tentativi di mettere di
fronte rei e vittime, semplicemente per ascoltarsi, ci dicono che è
possibile sperare nella riconciliazione, se non altro in una presa di
coscienza che interrompa la catena dell’odio.
È importante un’assunzione di responsabilità rispetto
al dolore provocato. Il "debito verso la giustizia" può essere saldato,
in termini di carcerazione, ma il male e la responsabilità rispetto al
male non cessano automaticamente, senza una presa di coscienza ed un
effettivo superamento dei propri limiti.
Il bando del concorso è stato diffuso in tutti gli
istituti penitenziari italiani e gli elaborati, in forma di racconto
breve, poesia o altro genere espressivo saranno accettati fino al 31
maggio 2011. La premiazione avverrà in autunno presso la Casa
Circondariale di Reggio Calabria. Successivamente sarà comunicata la
data di svolgimento dell’evento, al quale seguirà un convegno, sempre
nella città di Reggio, sul tema della giustizia ripartiva e della
mediazione penale, in collaborazione con l’Ufficio per l’Esecuzione
Penale Esterna e il CSV dei Due Mari.
Questi i premi messi in palio dal concorso:
- primo classificato 1.000 euro; altri 1.000 saranno
devoluti ad una scuola di un Paese povero per l’acquisto di materiale e
sussidi didattici.
- secondo classificato 800 euro più contributo di
1.000 euro ad un progetto formativo o di reinserimento per minori che
sono nel circuito penale.
- terzo classificato 600 euro più un’adozione a
distanza per 5 anni, gestita dal settore Solidarietà e Gemellaggi della
San Vincenzo.
- Segnalazione e attestato di merito andranno ad altri
dieci partecipanti.
La giuria, presieduta dal giornalista e scrittore
Giancarlo Zizola, è composta da altri sei esperti del mondo accademico e
dell’associazionismo.

3ª
Edizione del Premio “Carlo Castelli” per la solidarietà
La cerimonia di premiazione si è tenuta a Cagliari l’8 ottobre 2010,
alle ore 10.00, nel carcere di Buoncammino.
Nel pomeriggio, dalle ore 16.00, a margine della
premiazione si è svolto un
convegno sul tema del “dopo-carcere”, con la partecipazione di
esperti, magistrati, operatori del carcere e del sociale, in cui è stato
proposto un approfondimento del tema già proposto nella 3ª edizione del
concorso – Sarò libero -.
In particolare, c'è stato un approfondimento da parte
di rappresentanti istituzionali, ma anche del mondo del volontariato,
con testimonianze di alcuni detenuti, delle complesse problematiche
legate al dopo carcere, alle difficoltà di un positivo reinserimento
sociale, alle buone prassi che potrebbero essere seguite e che invece
sono generalmente disattese, determinando così elevati tassi di
recidiva.
Conferenza Stampa Palazzo Valentini
Roma 7 ottobre 2010pdf
Convegno in occasione della terza edizione del Premio "Carlo
Castelli” per la solidarietà: "Sarò
libero, speranze e timori del dopo carcere"pdf
I FILE SONORI DELL'EVENTO:
file
audio/Pr-Cas-010-1-Introduzione.mp3
file
audio/Pr-Cas-010-2-Pala-Nodari.mp3
file
audio/Pr-Cas-010-3-Pietrobelli.mp3
file
audio/Pr-Cas-010-4-Messina.mp3
file
audio/Pr-Cas-010-5-Quaquero.mp3
file
audio/Pr-Cas-010-6-Zizola.mp3
file
audio/Pr-Cas-010-7-III premio.mp3
file
audio/Pr-Cas-010-8-II premio.mp3
file
audio/Pr-Cas-010-9-I premio.mp3
La Giuria
del Premio “Carlo Castelli” per la solidarietà rende noti i nomi dei tre
vincitori e dei dieci segnalati della terza edizione del concorso
riservato ai detenuti delle carceri italiane:
1° premio
a Francesco Antonio Garaffoni per
“Maroc e Alfonso”
2° premio
a
“Khoumba
Sekou”per “Lettera
a mio figlio”
3° premio
a Giuseppe Schettin per “Una fetta di pane azzimo”
Premio Castelli Premiati.pdf
Segnalati:
Pasquale Trubia per “Non so”
Marianna Sanna
per “Salve…”
Bahtyaregic Muhamed per “L’ultimo ricordo bello”
Carmelo Musumeci per “La luce degli uomini ombra”
Conka Josef per “Paura di vivere”
“Bruce ‘69”
per “L’origine del male, la punizione, il futuro senza certezze”
Raffaele Ottaiano per
“Non più”
Lucio Niero
per “Speranze e timori del dopo carcere”
Ion Mircea per “Fai il bravo”
Francesco Pilato
per “L’anno di 366
giorni”
Segnalazione speciale a:
Laboratorio teatrale dell’Istituto penale per i minorenni di
Treviso per “Inediti legami” (cortometraggio – fuori concorso)
Ai primi tre vanno
rispettivamente 1.000 – 800 e 600 euro, con la soddisfazione di essersi
aggiudicati anche il merito di finanziare un progetto di solidarietà.
Infatti, a nome di ciascuno dei tre vincitori saranno devoluti,
nell’ordine: 1.000 euro per sostenere una scuola di Lima, in Perù; 1.000
euro per il progetto “Bottega grafica IPM” di Treviso; 800 euro per
un’adozione
a distanza di cinque anni.
Il Premio Castelli, che ha ottenuto tre speciali
medaglie del Presidente della Repubblica ed i patrocini di Senato,
Camera e Ministero della Giustizia, richiedeva di sviluppare il tema
“Sarò libero – speranze e timori del dopo carcere”. Un momento atteso ma
anche temuto, quello del rientro nella società civile, specialmente
quando sono trascorsi molti anni e si sa di dover affrontare un impatto
col mondo di fuori, che tende ad escludere chi porta indosso lo stigma
del carcere. Altro aspetto di criticità è quello interiore: essere
infine liberi corrisponde anche all’essersi liberati dai propri limiti e
dai propri errori, aver maturato la consapevolezza di una nuova
prospettiva di vita?
Gli elaborati pervenuti
denunciano tutta la difficoltà di affrontare questi passaggi,
specialmente
in ambito carcerario, dove le regole e i
disagi comportano un’afflittività che tende a vanificare la speranza.
Tuttavia non mancano spunti edificanti, veri o inventati che siano, ma
pur sempre rispondenti a un bisogno di cambiamento.
Le tredici opere finaliste saranno raccolte in una
pubblicazione, distribuita durante la cerimonia di consegna dei premi,
che avverrà l’8 ottobre all’interno del carcere cagliaritano di
Buoncammino.

Premio “Carlo Castelli” per la
solidarietà - 3ª
edizione 2010
SARÒ LIBERO
Speranze e timori del dopo carcere
Il tema prescelto per la terza edizione 2010 del
Premio “Carlo Castelli” per la solidarietà riguarda l’uscita dal carcere
al termine della pena. Un momento tanto atteso quanto temuto, quello del
rientro nella società civile, specialmente quando sono trascorsi molti
anni e si sa di dover affrontare comunque un impatto col mondo di fuori,
che nel frattempo è assai cambiato, nell’aspetto, negli stili di vita,
nell’organizzazione sociale. Forse non ci sono più quei legami affettivi
che davano tanto sostegno, qualche persona cara è mancata, la famiglia
se c’era, ora può non esserci più, anch’essa dissoltasi sotto il peso
insostenibile dell’abbandono: mogli che si separano, figli che non ne
vogliono più sapere… E poi, che fine avranno fatto gli amici, le persone
conosciute, tutta quella rete di relazioni che un tempo costituiva il
tuo mondo?
Dopo averlo a lungo sognato questo fine pena, man mano
che si avvicina, mette un’ansia incredibile, può diventare un incubo.
Spesso non c’è un posto dove andare a vivere, non c’è di che
sostentarsi, si deve cercare alloggio in comunità oppure affidarsi alla
sorte, o peggio, cedere alle offerte di qualcuno che ti rimette nel
“giro”…
La difficoltà di trovare un qualsiasi lavoro, non
avere una qualifica professionale, scontrarsi con i pregiudizi e
l’esclusione, sono condizioni pesantissime che si fanno sentire, anche
quando c’è ancora una famiglia alle spalle, ma che a sua volta è
duramente provata.
Può andar meglio se il carcere è servito per
conseguire un diploma o una qualche specializzazione, se si sono
sperimentati percorsi premiali esterni, lavoro in semilibertà o in
affidamento, se si è imparato un mestiere e si può continuare a lavorare
magari in una cooperativa sociale o in un’azienda che collabora col
carcere.
La libertà sarà a portata di mano, una volta
spalancato il portone del carcere, ma io sarò veramente libero? Sarò
diventato in questi anni un uomo diverso, capace di affrontare la vita
accettandone le regole, pronto a faticare per restare onesto? Avrò
compreso che non è sufficiente l’aver espiato la pena inflitta per
essere libero dai miei errori?
“Sarò libero”, il tema di questa edizione, implica
tutto questo. Non essersi liberati completamente dai propri limiti può
significare smarrirsi e vagare, fino ad incontrare nuovamente il carcere
come un triste rifugio. L’aiuto può certamente venire da tutti gli
operatori del carcere, quelli istituzionali, quelli volontari, dagli
insegnanti, dalle istituzioni pubbliche, dalle associazioni, ma se non
c’è la consapevolezza e la determinazione di voler cambiare tutto
risulta inutile. Il piangersi addosso non aiuta, anzi rallenta quella
presa di coscienza che sola può capovolgere la prospettiva di vita.
Questa sorta di liberazione interiore è possibile
anche per coloro il cui fine pena è
mai, ovvero per gli
ergastolani. C’è anche per loro la possibilità del lavoro all’esterno,
la speranza di ottenere la “condizionale”, anche se non la completa
libertà perché la loro pena non si estingue
mai. Sembra questo un
controsenso del nostro ordinamento penitenziario, soprattutto se
confrontato con l’enunciazione dell’art. 27 della Costituzione. Sentirsi
liberi può quindi non coincidere con lo stato di libertà fisica e
giuridica, ma è la vera condizione cui nessuno dovrebbe rinunciare.
Bando Premio Castelli 2010

Premio “Carlo Castelli”
per la solidarietà
2ª edizione
Si è svolto il 7 novembre 2009, a Palermo, la
cerimonia di premiazione del
Premio Carlo Castelli
per la solidarietà riservato ai detenuti delle carceri italiane.
Il Capo dello Stato ha destinato speciali medaglie ai primi
tre premiati
La premiazione è avvenuta all’interno del Carcere “Pagliarelli”
alle ore 10.30.
Opere premiate
I. La storia di Frank – “John Jail”
II.
Viva la vita – Enzo Falorni
III.
Lettera di un detenuto al fratello più piccolo – Ion Mircea
gli
estratti in PDF con i componimenti dei premiati![[Nuovo!]](smallnew.gif)
Opere segnalate
Nel nome del popolo
italiano… e poi? – Francesco Di Pasquale
La droga – Imad
Zahhdoudi
Stelle filanti – Aldo
Anaclerio
Un angelo con la divisa
– “Andy 82”
Lettera aperta ad una
professoressa – Carmelo Musumeci
Quattro mura – “Marco
il biondo”
Caro diario – Igumah
Kingsley
Presente – Nicola
Bruzzone
Quello che vorrei –
Nermina Sejdic
Fare agli altri, quello
che vorresti fosse fatto a te – “Dada”
Saranno
rilasciati
inoltre due Attestati di
partecipazione a:
Maurizio Buttitta per “Lettera”
Giovanni Sole per “Nei pensieri di una giornata
“dentro”

Premio Letterario "Carlo Castelli"
seconda edizione 2009
Prende il via la seconda edizione del
Premio "Carlo Castelli" per la solidarietà,
riservato ai detenuti delle carceri italiane, un concorso a tema che
quest’anno lancia una provocazione etica molto forte, sintetizzata
nell’invito: FAI AGLI ALTRI. QUELLO CHE VORRESTI FOSSE FATTO A TE.
Il principio del non nuocere agli altri si spinge ben
oltre il rispetto dei diritti altrui, per sollecitare un impegno attivo
verso chi soffre, chi sbaglia, chi è caduto. Lo scrivere i propri
sentimenti condividendo una cultura della pace, che nasca da esperienze
di solidarietà, di civismo, di rifiuto della violenza, nel rispetto
della persona e della legalità, persino dell’ambiente, può innescare un
meccanismo di trasformazione e di riscatto.
Accostare i propri drammi
personali a realtà difficili, significa, per le persone detenute,
prendere coscienza di un mondo prima ignorato, che reclama l’impegno di
tutti. In questo delicato rapporto si gioca in pratica la possibilità di
"liberarsi" senza improbabili ed inutili "evasioni" dalle proprie
responsabilità.
Il bando del concorso è stato diffuso in tutti gli
istituti penitenziari italiani e gli elaborati, in forma di racconto
breve, poesia o altro genere espressivo saranno accettati fino al 15
giugno 2009. In autunno avverrà la premiazione presso un istituto
penitenziario che sarà successivamente reso noto.
Al primo classificato andranno 1.000 euro ed altri
1.000 saranno devoluti ad una scuola di un Paese povero per l’acquisto
di materiale e sussidi didattici. Il secondo riceverà invece 800 euro e
consentirà ad un minore straniero uscito dal carcere di ricevere una
borsa di studio di 1.000 euro. Infine al terzo saranno destinati 600
euro più un’adozione a distanza per 5 anni, gestita dal settore
Solidarietà e Gemellaggi della San Vincenzo. Segnalazione e attestato di
merito andranno ad altri dieci partecipanti.
Presiederà la giuria Andrea Pamparana, vicedirettore
del TG5, affiancato da altri sei esperti del mondo accademico e
dell’associazionismo.
Il PDF del Comunicato Stampa
Il
PDF del Bando di Concorso

Premio “Carlo Castelli”
La premiazione
Il 24 ottobre 2008, all’interno del carcere napoletano
di Poggioreale, si è svolta la cerimonia di consegna dei premi. Nella
chiesa gremita del carcere non sono mancati momenti di commozione
durante la consegna dei riconoscimenti:
il primo premio al
racconto «Ricordi che riaffiorano», del detenuto che si firma «Oceano»
il
secondo premio a «Oscar Sparrow», un polacco
con una dura storia di
adolescente alle spalle
per il racconto «Sono stato bambino anch’io»,
in terza posizione si è classificato Francesco
Salvini per «Notte di Natale»,
rievocazione struggente di un mancato suicidio grazie a un dialogo con
il Crocifisso.
Il comunicato stampa
della Premiazione
Estratto
della pubblicazione con i componimenti dei vincitori![[Nuovo!]](images/smallnew.gif)

Premio “Carlo Castelli”
per
la solidarietà, riservato ai detenuti delle carceri italiane
La Società San Vincenzo De Paoli – Federazione Nazionale – e
la Fondazione Federico Ozanam – Vincenzo De Paoli promuovono il Premio “Carlo
Castelli” per la solidarietà, riservato ai detenuti delle carceri italiane. Il
Premio è abbinato alla campagna della San Vincenzo “Fatemi studiare, conviene a
tutti” ed è un invito a scrivere su un argomento a scelta tra:
-
Sono stato bambino anch’io:
ricordi, suggestioni, episodi della mia infanzia;
-
Ero bambino, sono carcerato…;
-
La scuola che non ho avuto;
-
Ignoranza fa rima con ingiustizia.
Gli elaborati, in forma di racconto breve, poesia, lettera,
monologo od altro devono ben evidenziare, anche in riferimento ad un proprio
vissuto, l’importanza della scolarizzazione, del poter disporre di strumenti di
conoscenza che consentano ad un bambino una sana formazione al riparo dei
circuiti devianti, che s’instaurano invece più facilmente dove prospera
l’ignoranza.
Le persone detenute hanno spesso alle spalle tristi storie
d’infanzia negata, quindi di violenze subite, di mancanza di affetto e di cure,
di abbandoni scolastici, costrizione lavorativa, sfruttamento e altre odiose
forme di abuso, sia in famiglia che nella società, in contesti d’ignoranza e di
degrado.
Stimolare una riflessione profonda sulle cause che sono
all’origine dei propri fallimenti, aiuta a recuperare consapevolezza e desiderio
di cambiamento, a maturare il rifiuto dell’illegalità, per un nuovo senso di
cittadinanza.
La formula innovativa del Premio “Castelli” prevede che i
vincitori, oltre a ricevere un premio in denaro, siano protagonisti di un
piccolo progetto di solidarietà avviato a loro nome dagli organizzatori, nello
spirito della campagna lanciata dalla San Vincenzo e di una iniziativa della
Fondazione Ozanam rivolta ai minori stranieri.
Al primo classificato andranno 1.000 euro ed altri 1.000
saranno devoluti ad una scuola di un Paese povero per l’acquisto di materiale e
sussidi didattici. Il secondo riceverà invece 800 euro e consentirà ad un minore
straniero uscito dal carcere di ricevere una borsa di studio di 1.000 euro.
Infine al terzo saranno destinati 600 euro più un’adozione a distanza per 5
anni, gestita dal settore Solidarietà e Gemellaggi della San Vincenzo.
Segnalazione e attestato di merito andranno ad altri dieci partecipanti.
Il bando del concorso sarà diffuso in tutti gli istituti
penitenziari italiani, compresi gli istituti minorili e gli ospedali
psichiatrici giudiziari, e ci sarà tempo fino al 15 giugno (Scadenza
prorogata al 15 luglio 2008) per inviare gli elaborati. In
autunno la premiazione presso un istituto penitenziario da individuare.
Il BANDO
DICHIARAZIONE LIBERATORIA
Roma, marzo 2008
CHI ERA
CARLO CASTELLI
Nato a Torino il 9 febbraio 1924, Carlo Castelli entra nella
Società di San Vincenzo De Paoli all’inizio degli anni ´60, impegnandosi nei
vari campi assistenziali e caritativi con profonda e fraterna dedizione al bene
del prossimo. Nei primi anni ´70 decide di rivolgere la sua attenzione al
settore carcerario, scelta che caratterizzerà tutta la sua azione di
volontariato sociale, ispirato a un cristianesimo militante vicino ai più deboli
e ai più bisognosi.
Come assistente volontario nelle carceri
del Piemonte, in particolare a Torino, Fossano e Saluzzo, matura negli anni una
serie di esperienze personali che l’arricchiscono nel profondo, consentendogli,
grazie alla preziosa collaborazione di molti
confratelli e consorelle e al coinvolgimento dei vari settori istituzionali, di
operare fattivamente sul territorio con interventi mirati al recupero
individuale e sociale del detenuto e al suo progressivo reinserimento nel mondo
del lavoro.
Negli anni successivi, sino alla morte sopraggiunta improvvisa
il 19 maggio 1998, prosegue con crescente impegno la sua attività all’interno e
all’esterno delle carceri, ampliando il suo raggio d’azione a livello nazionale
e cercando di sensibilizzare in modo adeguato i responsabili istituzionali, del
potere politico e giudiziario a concretizzare proposte e iniziative di riforma
nell’ambito penitenziario.
Oltre al suo impegno militante
nell’organizzazione vincenziana, rimangono di lui alcuni scritti e documenti
sulle varie esperienze negli istituti di pena; in particolare si ricordano i
contributi per i due volumi
Il volontariato
penitenziario oggi ...,
ICM, Torino 1991
e il fascicolo
Il volontariato
penitenziario organizzato, pubblicato a cura
del Coordinamento Regionale nel maggio del 1998, pochi giorni dopo la sua
scomparsa.
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